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Front Hump Camels – South Side esce in vinile

bI FRONT HUMP CAMELS sono una band di southern rock di Ferrara molto attiva nel territorio.
Da qualche tempo hanno spostato le loro energie nella creazione di musica originale di stampo americano.
Ho deciso di dedicare loro questa intervista alla vigilia dell’ uscita del loro penultimo disco in vinile.
Facciamo quindi ora la conoscenza dei FHC con Alessandro Zecchi uno dei chitarristi.
L’intervista
Ciao Alex, come nascono i FHC e chi sono i componenti della band?
La band nasce nel 2017 senza il cantante e conta 4 musicisti: Alessandro Zecchi (chitarra), Paolo Campanini (Pevel al basso), Emanuele Sicolo (chitarra), Luigi Esposito (batteria).
Entro la fine dello stesso anno il bassista Pevel lascia la band ed al suo posto fa subito ingresso Michele Cacciari, l’attuale bassista del gruppo.
Durante l’inverno ’17 / ’18, dopo aver provato diverse voci, si completa la formazione con Luca Vincenzi alla voce ed alla chitarra acustica.
La band fa la sua prima apparizione live nel giugno 2018 suonando 5 cover come “open” di un’altra band locale nel cortile dell’antica Rocca medioevale di Cento.
Nell’inverno tra il 2018 e il 2019 il cantante Luca Vincenzi lascia il gruppo e la band di lì a poco annuncia al suo posto l’arrivo di Luca “Betto” Bettoli.
Dal 2020 al 2022 la band lavora a brani propri fino a quando il batterista Luigi Esposito lascia la band.
Nel gennaio 2023 gli FHC annunciano il nome del nuovo ed attuale batterista Marco “Drum” Galasso. Il nuovo acquisto porta con sé anche il
“6° Cammello”, il figlio Davide “Dado” Galasso, che prende posizione alle percussioni.
La rinnovata formazione inizia così a lavorare duramente per sviluppare i 9 brani che comporranno il primo album. Marco e Davide, provenendo da altri generi musicali, aggiungono un “tiro” tutto nuovo con nuove sonorità allo stile “Camels”, dando vita assieme al bassista Baia ad una sezione ritmica precisa, incalzante e ricca di armoniche.
Nel maggio del 2023 entrano in studio (Studio Parak di Pieve di Cento – BO – (https://www.facebook.com/studioparak) sotto “l’orecchio”
del bravissimo fonico Angelo Paracchini, iniziando le registrazioni del loro primo album “SOUTH SIDE” che uscirà ad ottobre 2023.
Cosa significa il vostro nome?
Il significato del nostro nome è: “I CAMMELLI CON LA GOBBA DAVANTI” nasce dallo spirito goliardico e dall’idea primordiale di completo disimpegno musicale che volevano dare alla band Pevel (Paolo Campanini) Emanuele Sicolo e Luigi Esposito, i tre veri fondatori dei cosiddetti “Camels”.
Quali sono le band a cui vi ispirate?
Le band e la musica che fin da subito ci ha ispirato è quella southern rock dei Black Crowes, Eagles, The Allman Brothers Band, Blackberry Smoke, Whiskey Mayers, Markus King, Lynyrd Skynyrd, Gov’t Mule e quella rock blues di impronta più “sudista” come Stevie Ray Vaughan, Albert Collins, Albert King, Johnny Winter, Jimmie Vaughan, ZZ Top.
Come è nata l’esigenza di comporre brani originali?
La band fin dai suoi esordi ha sempre suonato solo cover di altri gruppi famosi del panorama americano.
Nel 2019 il Club di motorbikers modenese “Lowlander MC” per il quale tutti gli anni suonavamo in club, ci chiese di comporre per loro un brano che li potesse rappresentare.
Io e il cantante Luca Bettoli ci mettemmo subito al lavoro e senza troppi sforzi nacque riff e testo di “INTO THE MIST” contenuto nel primo disco.
Ci trovammo subito tutti in sala prove per rielaborare insieme a tutta la band un arrangiamento per strutturare il pezzo in quella che sarebbe stata la sua veste definitiva.
Nonostante avessimo messo insieme un primo brano “su commissione” non era ancora scattata in noi la scintilla della composizione.
Poi un giorno, durante il lock-down strettissimo della Pandemia del COVID nel marzo 2020 (che ci costringeva ad essere segregati in casa senza poter provare = comuni chiusi = regioni chiuse = impossibilità di valicare i confini per i componenti di una band che annoverava tra le sue file componenti su 2 regioni e 3 comuni diversi) mandai “via whatsapp” a Betto un riff registrato sovrapponendo la mia chitarra elettrica in accordatura “drop D” ad una traccia di basso e ad un’altra di chitarra solista……. “Betto ti piace? mi è venuto così….” dopo pochi minuti Betto mi rimanda sulla chat lo stesso pezzo con sopra una bozza di testo e una melodia cantata “ a cappella”.
Io prendo l’audio lo inserico nel PC sovrappondendolo alla mia track….e così prese vita il nostro secondo brano: THE HOLY DREAMCATCHER!!!
Per i testi so che avete avuto una serie di collaboratori molto “ferrati” in materia di musica americana. Ce ne vuoi parlare?
Si certamente, ma solo uno, e al quale ci siamo affidati sin da subito.
La produzione del primo disco nelle fasi di STUDIO, MIXING e MASTERING è in realtà una CO-produzione nostra e di Enrico Cipollini, musicista, songwriter folk-rock blues ferrarese, apprezzatissimo in italia ed anche all’estero, il quale dopo aver ascoltato i nostri brani, ci ha incoraggiato e dato una grossa mano sia per alcuni arrangiamenti che per la revisione dei testi in lingua inglese.
Nel disco si sentono musicisti extra, chi sono?
Si, abbiamo voluto allargare le collaborazioni musicali il più possibile.
Enrico Cipollini ha suonato il Dobro Squareneck in THE PLACE WHERE I BELONG, il piano elettrico in MY MAMA TOLD ME e l’hammond in READY FOR SATURDAY NIGHT; Gabriele Guidetti ha impreziosito con la sua magica armonica blues THE PLACE WHERE I BELONG, il finale di DOWN IN MY MOTEL e la “totally unplugged” SOUTH SIDE; un’altra bellissima “guest” è quella di Andrea Poltronieri al Sax su MY MAMA TOLD ME e come non citare la presenza dell’intera sezione fiati della “Big Solidal Band” (tromba, sax e trombone) su READY FOR SATURDAY NIGHT.
Non abbiamo voluto dimenticare le bellissime voci femmini di Elisa Terzi, Valentina Carrieri, Simona Lattuga e Martina Donatoni, da sempre amiche in musica vicine alla band che hanno arricchito con le loro “backin’ vocals” HEY HEY e READY FOR SATURDAY NIGHT.
Di cosa parlano i testi?
I brani raccontano storie e crudi spaccati quotidiani di amicizie, amori, crimini, incontri ed abbandoni; tutte storie “al limite” e tutte intrise di polvere, sudore e sangue. E’ la passione a muovere le storie (il cantante Betto ne è l’autore!) e la nostra passione fa muovere i nostri strumenti.
C’è qualche canzone che vi racconta meglio delle altre?
Sicuramente READY FOR SATURDAY NIGHT.
Racconta di ognuno di noi, di un sabato sera in cui tutto è pronto, gli strumenti sono accordati, gli amplificatori accesi, parte il “quattro” e “i Camels” accendono il motore!
Una band italiana come si colloca nell’universo della musica americana?
Non si colloca quasi mai, ma ciò che ci ha dato tanta soddisfazione sono proprio i riscontri che hanno avuto i nostri ascolti e gli streaming dall’estero, ahimè più che dall’Italia (ad esempio: Germania, Stati Uniti, Nord e Sud America e paesi asiatici).
Abbiamo fatto ascoltare il nostro album ad amici negli “States” che ci hanno ritenuto piacevoli e soprattutto credibili. Direi che questo conta per avere la conferma che stiamo facendo un buon lavoro.
State lavorando a un nuovo disco? come è stato accolto il primo?
South Side ha avuto (per noi dopolavoristi del tutto inaspettatamente!!) un buon riscontro di pubblico e critica.
Ne ha parlato entusiasticamente Gianni Del Savio su Roots Highways, così come Antonio Spanò Greco su Off Topic e il più recente Remo Ricaldone su The Long Journey.
Sul nostro canale YouTube abbiamo pubblicano diversi live e anche il video “Official” del brano “My Mama Told Me”, interamente autoprodotto dalla band.
E’ nata una bella amicizia con un paio di radio tedesche Indy Radio (https://www.facebook.com/indy.rockin.radio) e Sixtym Radio
(https://www.facebook.com/sixtymradio) che per alcuni mesi ci hanno trasmessi con regolarità, facendoci passare per una sessantina di volte sulle loro emittenti. Per loro abbiamo rilasciato anche un’intervista in diretta.
All’infuori di un piccolo recente tour estivo di 6 date in regione, ora stiamo per chiuderci in sala prove (che tra l’altro stiamo equipaggiando per diventare un vero e proprio studio di registrazione!!) fino alla conclusione del nostro secondo album che conta già 7 brani praticamente arrangiati e ancora tante altre bozze da rifinire.
Esiste un circuito per la musica che proponete?
No purtroppo non esiste.
In Italia sono troppo pochi i festival e le rassegne con connotazioni ben precise (chiamiamole pure “di nicchia”) ma che sarebbero delle casseforti per mantenere viva la cultura di certa musica che comunque fa ancora emozionare, ballare, divertire e prechè no, anche sognare.
I contesti per così dire “rurali – country style” in Italia ci sarebbero eccome…. putroppo qui in Italia più che altrove, manca un substrato sul quale potersi appoggiare per dare vita a spettacoli che, senza ombra di dubbio sarebbero ancora occasione di arricchimento interiore e socialità positiva.
Dove si può acquistare il vostro disco?
South Side si può acquistare ed ascoltare in supporto digitale su tutti i principali store online:
Amazon Prime, Youtube Music, Bandcamp, Spotify, Bootcamp.
Si può acquistare inoltre su supporto fisico:
– CD presso lo storico negozio di musica PISTELLI & BARTOLUCCI di Ferrara in Via Giuseppe Mazzini 69 o contattandoci anche all’indirizzo email fronthumpcamles@gmail.com;
– finalmente anche in VINILE con acquisto sullo store online https://elasticstage.com/ , su Bootcamp o contattandoci anche all’indirizzo email fronthumpcamles@gmail.com;
Il nuovo disco sarà molto diverso dal primo?
Il secondo disco è in corso e quindi ancora suscettibile di modifiche e forti cambiamenti.
Un paio di cose non cambieranno mai perchè sono e saranno sempre la “nostra” garanzia: la voglia di raccontare storie appassionate e la passione che metteremo nel suonarle. Il mix di due ingredienti sinceri dà sempre vita ad un sapore autentico!
Grazie per la bella chiacchierata Alex.
Buona musica!