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Ermanno “Red” Costa
Ci vuole umiltà, condivisione e passione.
Questa è forse la lezione più importante che mi ha lasciato Red, una sera a Imola in lacrime su una panchina a Ca Vaina, tra le plance di una mostra fotografica prima dell’inizio di un concerto di Prison Songbook da lui organizzato insieme a Renzo Costa e Benedikta.
Diceva che nessuno si ricordava di quello che aveva fatto e che gli avevano voltato le spalle.
Probabilmente la seconda era vera, ma che nessuno si ricordasse di cosa era stato Red per la scena musicale blues romagnola prima ed italiana poi era davvero impossibile. Indubbiamente, e di questo parlavamo molto io e lui, quello che era venuto meno nel corso degli anni era stato il senso di comunità del blues che aveva reso questo fenomeno underground un vivace laboratorio culturale fatto di persone che condividevano la stessa lingua e la stessa passione ed opportunità. Ma la trasfigurazione della passione in edulcorato professionismo arrivista era stata in molti casi la conseguenza di un fraintendimento di fondo, il chiudere le porte ad altri simili (programmazioni di locali organizzazioni di eventi ecc) era stato in qualche modo tradire il principio stesso di comunità che lo stesso Red aveva cercato romanticamente di coltivare in tutti i modi e che tutt’ora considero uno dei valori che dovrebbero essere ricercati con ogni sforzo.
Io non ero il meglio del mazzo, lo sapevo benissimo, non lo sono tuttora, ma debbo a Red la prima opportunità di aver messo un piede su un palco in una serata dedicata a Muddy Waters al Mamas Club di Ravenna. Ricordo che mi tremavano le mani e dovevo iniziare I Wander Why di Albert King. La mia band non era affiatata quanto sarebbe servito ma nonostante tutto fui incoraggiato ad esibirmi in quel contesto. Sullo stesso palco c’erano Joe Galullo, Elena Brighi con i suoi Honey Drippers, Red, Mario Donatone e non ricordo più chi altro.
Poi i ricordi si susseguono numerosi, le serate con Arthur Miles, le discussioni sul blues in italiano, sull’americanizzazione coatta degli artisti, il sogno di un tour europeo di Prison Songbook, le serate dedicate a Maxwell Street a Imola, le lunghe telefonate a parlare del blues, dei fighetti con la chitarra da 4000€, del suo stato di salute, del fatto che se avesse voluto fare due note l’avrei raggiunto a Imola, il fugace incontro al Gran Fritto del Marinaio…Il messaggio di Sara Piolanti….”Red è morto”.
Ma ci sono persone che lasciano il mondo diverso e trasformato almeno un pò, Red era una di queste. Non era infallibile e molti di noi hanno provato sulla loro pelle questo aspetto, ma metteva amore in tutto quello che faceva, passione.
Red mi mancherà molto, il suo voler stare dietro le quinte con curiosità. Ci son persone che lasciano un vuoto e persone che lasciano un pieno…ecco forse è questo quello che cerco di scrivere…
Il mio blog ha la fortuna di essere ben posizionato nei motori di ricerca, ho quindi deciso di lasciare spazio tutti quelli che vorranno dedicargli un ricordo una foto e così via.
Immagino che sarà una pagina molto lunga.
AL FUNERALE – Dig my grave blues
Quando sono arrivato, c’erano tutti alla camera mortuaria, gli amici di sempre, Massimo De Rosa, Gianandrea Pasquinelli, Angelo Adamo, Roberto Formignani, Vieri Piolanti, Claudio Molinari, Benedikta, Andreino Cocco, Moreno Sansoni, Massimo Sbaragli, Antonio Don Gramentieri, Mauro Alberghini, Ghibli, Gaetano Marvelli, Massimiliano Testa, Lisa Manara, tuo fratello Renzo, Renato Lombardi, Riccardo Ferrini, Alberto Bazzoli, Fabio Mazzini, Oscar Quarantini, Franco Nasi, Marco Betti….e tanti che ora non ricordo. Ma non c’eri tu.
Quello li non eri tu Red, qualcuno ti aveva tagliato la barba e messo in ordine i capelli indomiti. Tu te ne eri andato e ti eri portato via anche la tua faccia simpatica lasciando nella cassa una controfigura.
“Siamo fatti di spirito ho pensato”. Quando lo spirito va per la sua strada il corpo diventa una cosa che non si riconosce. Le persone dialogano tra loro e sembra che sia il corpo a parlare ma non è vero! è lo spirito. E’ lo spirito che da un senso al nostro agire, che da un’espressione al nostro volto che si annida nel ricordo e nei cuori. Ci affezioniamo allo spirito ecco.
Ciao Red (lo so è uno sfogo perché tanto Facebook non lo leggevi da vivo figuriamoci da morto. Morto poi? È tutto da dimostrare.)
Con affetto e vicinanza a tutti quelli che ti (gli) vogliono/evano bene!
Marco
RICORDI
Massimo De Rosa
Non riesco a trovare le parole giuste per ricordare Red Ermanno Costa. L’ho conosciuto fine anni 70 se la memoria non m’inganna, ma la storia che più mi lega a lui è senz’altro l’anno 1981 era il 13 maggio quando portò sul palco di Imola il Grande John Lee Hooker. per me fu una vera e propria illuminazione sulla musica blues. Ma sopra tutto da quel giorno la nostra amicizia divenne insieme a suo fratello Boogie Renzo, qualcosa che è veramente molto simile ad essere io per lui e lui per me come un fratello di sangue. Red mi ha insegnato tanto su quello che è il Blues, quello che è e forse ora era suonare ascoltare parlare di Blues. Come viverla molto semplicemente il rapporto con la musica ma anche con le persone, erano altri tempi è vero, ma purtroppo questa cosa è andata persa. Poi ci siamo divertiti un sacco insieme con Renzo, e i vecchi amici alcuni scomparsi anche loro come Marione con cui Red aveva spesso animate discussioni sia musicali che sociali o filosofiche , ma sempre con garbo e rispetto , anche se ci si arrabbiava. Poi suonare con lui era veramente gratificante riusciva sempre a metterti a tuo agio. Mi ha insegnato molto anche a come stare sul palco. Era un grande bluesman nel vero senso della parola. Poi l’anno scorso quando ci siamo rivisti in campeggio, mi aveva chiesto un piacere se gli trovavo da stare un pò al fresco uscire dal caldo afoso di Imola, e per una settimana l ho rivisto sereno e tranquillo seduto a chiacchierare con noi tutti con una chitarra in mano o un armonica in bocca a suonare e divertirsi, purtroppo la malattia l aveva molto debilitato ma li sotto il portico in mezzo alla pineta non esisteva altro che gli amici il blues e le parole. Ti vorrò sempre bene Red per tutta la vita!
Roberto Formignani
Sono passati tanti anni da quando incontrai Ermanno Costa la prima volta, esattamente 45.
Venivo da un momento brutto della mia vita a causa della perdita di mia madre il 10 aprile del 1981 e per non pensare a quello che mi stava succedendo mi ero immerso anima e corpo nella musica, e nello specifico nel Blues. L’eco di un concerto mitico auto organizzato con la mia Mannish Blues Band in un teatro della città era arrivato fino ad Imola, luogo in cui insieme ad Antonio D’Adamo avevo visto qualche mese prima dal vivo The Blues Band; gli organizzatori erano Ermanno “Red” Costa e suo fratello Renzo detto “Boogie” che mi hanno telefonato e ingaggiato per un concerto di apertura al Palazzetto della Sport di Imola prima della mitica Mississippi Delta Blues Band con Sam Myers all’armonica e voce.
Imola in quel periodo era la vera e propria patria del Blues e i fratelli Costa erano gli eroi indiscussi.
Il mio rapporto di amicizia con Ermanno iniziò proprio lì.
Arrivati dietro al palco per scaricare gli amplificatori (rigorosamente a valvole e quindi piuttosto pesanti) prima di portarli sul palco vidi Ermanno con un paio di baffi che erano una meraviglia e rimasi subito colpito dal suo carisma oltre che dalla sua grande simpatia e affabilità.
Diventò anche molto amico di Antonio D’Adamo che era sempre insieme a me e che suonava l’armonica nella Mannish.
Da allora ci siamo incontrati moltissime volte, per concerti organizzati da lui, Festival ai quali lui non mancava mai e ogni tipo di ricorrenze, non ultima quella organizzata da me il 5 gennaio di ogni anno dal 2006 per ricordare Antonio D’Adamo, scomparso il 30 gennaio del 2005.
Ci sentivamo spesso anche per telefono anche se non era cosa facile che rispondesse, il più delle volte dovevo aspettare che mi richiamasse.
Era una persona con la quale stavo bene, mi faceva sentire a mio agio ed era bello parale con lui di musica, sempre molto aperto a nuove forme ed esperimenti, anche se molto legato al Blues classico.
Mi chiedeva spesso di giovani talenti che avrebbe inserito in situazioni nelle quali lui era il direttore artistico e glie ne ho fatti conoscere parecchi, la sua curiosità nei confronti delle nuove leve del Blues era instancabile.
Spesso si lamentava per il fatto che il suo status non era riconosciuto e secondo me faceva bene, si sfogava spesso con me e non potevo far altro che assecondarlo e dargli ragione.
Della mancanza di persone così, come al solito ce ne accorgiamo solo quando non ci sono più, ed è un vero peccato.
Nel mio cuore e nella mia mente rimarrà un ricordo indelebile di Ermanno (non l’ho mai chiamato Red) e penso lo rimarrà in tutti quei giovani che lo hanno conosciuto e a cui lui ha fatto conoscere il Blues.
Dobbiamo prendere atto che c’è stata una generazione della quale Ermanno faceva parte, che ha contribuito alla divulgazione della cultura Blues in Italia, la scomparsa di figure così importanti non può far altro che impoverirci sempre di più; la consapevolezza del fatto che non c’è un ricambio generazionale a sostegno di questa cultura, mi angoscia ancora di più.
Se n’è andato un’altro pezzo enorme del Blues italiano, ciao Ermanno, non ti dimenticherò mai.
Mauro Alberghini
Ermanno era ( purtroppo si deve dire cosí ) un gran sognatore appassionato del Blues puro, sincero.
Sempre disponibile per ascoltare nuovi progetti e sempre attento a non perdere le radici.
Secondo me la vera anima di Ermanno la si può trovare nel romanzo scritto a quattro mani con Massimiliano Colossi, NON É ANCORA IL MOMENTO PER CHIUDERE GLI OCCHI, titolo che si rafforza dopo quanto avvenuto sabato 13 giugno scorso.
Racconta di sogni vivi nel suo cuore e nella sua testa impastati con fatti realmente accaduti e da Lui vissuti in prima persona.
Ermanno rimarrà sempre vivo nel cuore di chi CREDE intensamente ad una vita BLUES.
Silvia Zaniboni
Con questo post voglio unirmi al ricordo e al saluto che tanti musicisti stanno condividendo in questi giorni, poiché oggi purtroppo è stato celebrato il funerale del grande Ermanno “Red” Costa.
Chiunque lo abbia conosciuto è testimone dell’energia di Ermanno e di quella sorta di misticismo che si portava dietro, qualità che lo rendevano una persona speciale e intrigante, soprattutto per giovani musicisti che al giorno d’oggi faticano a trovare il fermento e le spinte per credere nei propri sogni.
Ecco, Ermanno era sicuramente un autentico sognatore, una persona di cuore che ha sempre cercato di dare opportunità ai giovani e di alimentare il loro fuoco dentro.
Ci sarebbe una storia incredibile da raccontare dietro ognuno di questi scatti che ho ritrovato… Ogni momento immortalato rappresenta una giornata veramente significativa.
Queste foto, scattate a distanza di anni l’una dall’altra, sono la testimonianza di come Ermanno fosse una presenza e un supporto costante nel percorso di noi giovani.
Le prime volte che ho sentito Ermanno suonare l’armonica, sono rimasta entusiasta del suo stile visceralmente blues e genuino… di come riuscisse a far trasparire la sua anima dallo strumento.
Poi quando nel 2013 è arrivata la prima opportunità di poterci suonare insieme sul palco del Play Mr. D’Adamo, grazie al mio maestro Roberto Formignani, ero contenta e orgogliosa!
Da lì Ermanno mi ha sempre regalato esperienze importanti con la mia band, e non solo per i concerti bellissimi che abbiamo fatto, ma parlo anche di esperienze umane e di passione che è riuscito a tramandarci quando ci incontravamo.
…è proprio vero che anche se le persone se ne vanno, continuano a vivere in noi. Ermanno è uno di questi, una persona speciale che ha lasciato il segno in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.
Grazie.
Claudio Molinari
PER RED
Spietato come la morte, il sole trafiggeva la Via Emilia e Imola La Blues da te fondata…. Piangevano e ridevano le armoniche saltate fuori dalle tasche e dagli zaini alla festa del tuo funerale, e noi bambini del blues e dintorni ci scordammo di crescere in quel giorno….. Tanti eravamo li’ a guardarti, come aspettassimo un tuo cenno…… Piangevano e ridevano le armoniche, e noi con loro….. E allora ciao Red Ermanno Costa, suonatore e seminatore di musica, gesti, parole, idee, vibrazioni, ottime.
E grazie . One, two, three, four……
“Ermanno Red Costa è stato il più importante organizzatore di collettività blues in Emilia Romagna.
Il creatore di un senso di comunità fatto di persone simili nel posto sbagliato.
Il ricercatore di un verbo autentico totalmente anti-pop collegato ad esperienze vere. Il narratore di un’idea diversa di mondo.
Il soprannome “Red” derivava dall’aver sentito la storia dell’uccisione da parte del Ku Klux Klan dei genitori di Louisiana Red, dall’aver capito che questa storia conteneva una verità importante per capire il blues.
Il dolore.”
Un blog al servizio del blues
Blues blog nasce per dare spazio a tutto ciò che riguarda il mio mondo, in particolare la musica blues. È quindi facile che voi troviate tante cose che nelle testate ufficiali, se così si può dire, normalmente non trovano spazio. (Che non significa necessariamente che le cose che pubblicano siano sbagliate o incomplete, sia chiaro). Il Blues Blog è ormai in cima ai motori di ricerca italiani e rappresenta una voce fuori dal coro all’interno di un mondo spesso poco attento a ciò che succede nell’underground. Questo strumento mi ha permesso di salire molto nei motori di ricerca anche come chitarrista blues italiano e artista blues.